Cattureremo il cielo

in frammenti di rete

per amplificarlo

nei nostri cuori

Cattureremo il cielo

per sentirlo nelle nostre mani

per lasciarlo scivolare

nella nostra pelle

Cattureremo il cielo

noi naviganti spaziali

atterrati dall’oltre

per imparare ad amare

 

 

“Cattureremo il cielo”

Mostra dell’artista: Piera Legnaghi

Inaugurazione: sabato 11 Luglio 2009 alle ore 19.00

Curatore: Gaia Guarienti e Valentina Marcianò

Periodo: dall ' 11 Luglio al 30 Settembre 2009, visite solo su appuntamento e consenso  Tenuta Musella

Sede Espositiva: Villa d'Acquarone (Tenuta Musella), via XX Settembre n. 56, San Martino Buon Albergo

e-mail:  art-emisia@libero.it  /

Ufficio Stampa: www.art-emisia.it - art-emisia@libero.it

L'installazione "Cattureremo il cielo" di Piera Legnaghi  è patrocinata da: Confindustria Verona Gruppo Giovani,  
Comune di San Martino Buon Albergo Assessorato alla Cultura, Azienda Agricola Musella

 

"Cattureremo il cielo..."

Tra apparenze e apparizioni.

 "Cattureremo il cielo...", che si tratti di un imperativo piuttosto che di un'utopia, di un'ambizione azzardata o di un sogno segreto, di un'aspirazione spirituale comune o di una bramosia individuale... Poco importa.

Sicuramente ci coinvolge, in qualunque caso, all'interno di un'avventura, onirica e poetica.

 L'installazione di Piera Legnaghi , che materializza in frammenti di rete azzurra le sue parole riunite a celebrare tanto il vortice celeste che ci abbraccia quotidianamente, quanto quella forza umana che, silenziosa ascoltatrice del sensibile, é testimonianza di questo gesto "centripeto", costituisce la chiave per penetrare in una nuova dimensione, o forse soltanto per porci davanti a noi stessi.

Immersi in una realtà che non vediamo, ma sentiamo intimamente penetrarci nella pelle, come goccia di rugiada eterea sciolta e formatasi da un soffio inafferrabile.

 La voliera (che a me, personalmente, confida un nonsoché di "limitativo e protetto") é attraversata da un'euforia costante, che prende vita dal gesto creativo dell'artista, e ci offre un embrione di libertà, per iniziare a coltivare uno sguardo rivolto a tutti quegli elementi naturali che vegliano su di noi, soffocati dai nostri pensieri, per ricordarci di essere un frammento del grande enigma.

 E una volta alzati gli occhi al cielo, seguendo il turbinio di reti colorate, a noi spetta la decisione se assistere alla mutevolezza del cielo come semplici spettatori distratti, o riuscire a stupirci ancora di fronte alla sua naturale poesia.

Così, arrivati a questo punto, perché non partecipare sia a questo enigma adorabile, ma intoccabile, sia a quell'energia tipicamente femminile che mette in moto tutto: "la donna è tanto creazione quanto distruzione".

 Sospesi, nell'inconscio o nell'anima, a seconda della nostra predisposizione, in un momentaneo equilibrio sul vuoto, possiamo forse lasciarci andare, per un attimo, a quest'atmosfera che dà forma ad una realtà possibile ma essenzialmente invisibile, ed essere cullati da una trasparenza in grado di scardinare la tensione drammatica scaturita dal vuoto esistente, talvolta, tra arte e vita.

 Piera Legnaghi abolisce la ripetizione di qualsiasi "qualità estetica", per difendere l'individualismo, e la libertà di ogni uomo di manifestarsi in quanto individuo.

Libertà di amare.

Libertà di sognare.

Libertà di immaginare.

Libertà di soffrire.

Libertà di creare... Non solo opere d'arte, ma anche un angolo, appartato dal mondo, da cui dare al cielo uno sguardo disincantato o irrazionale, e dialogare, fra alto e basso, tra noi e noi.

 Infine, potrebbe essere un'ultima possibilità trovare in quello squarcio di cielo una superficie trasparente che rifletta il vuoto, oppure il riflesso del nostro sguardo che ci costringe a guardare un orizzonte ideale (e irraggiungibile!?), su cui far galleggiare la nostra ombra indefinita.

 Valentina Marcianò

 

 

 

 

 

 

 

e.mail:

pieralegnaghi@tin.it

 

torna alla home page di Piera legnaghi